Situazione iniziale nella proprietà familiare di San Nazzarro

Dopo la scomparsa di Enzo Regusci, il materiale audiovisivo si trovava nella proprietà privata della famiglia Regusci, in condizioni che non ne assicuravano la salvaguardia nel lungo termine. In effetti, i supporti fisici, film e cassette, si trovavano o nella cantina della casa, o in un casetta secondaria, in condizioni precarie dovute alla forte umidità. Il fondo era quindi molto vulnerabile alla muffa e alla sindrome dell’aceto. Inoltre il materiale sembrava depositato lì senza una reale logica di sistemazione o di archiviazione.

Il primo inventario

Come primo passo, nel 2011 è stato quindi realizzato un primo inventario grazie al sostegno dell’istituto IMeG (Istituto Giornalismo e Media) dell’università della Svizzera italiana (USI). L’obbiettivo primario di tale inventario era quelli di creare un documento di riferimento con tutti i supporti del fondo numerati e descritti sommariamente grazie alle indicazioni trovate sugli stessi supporti o sulle loro scatole. Tale documento ci permette tutt’ora di avere una visione di insieme su tutto il materiale audiovisivo in nostro possesso. L’altro obbiettivo era quello di poter identificare i supporti in pericolo, rotti, ammuffiti, o colpiti dal sindrome dell’aceto. Per motivi di tempo e denaro, questo primo inventario è stato limitato ai supporti più vecchi e nello stato peggiore, ovvero le pellicole 16mm e 35 mm, e i nastri magnetici MAZ 1’’ e 2’’. Il primo inventario, il cui rapporto finale è disponibile sul nostro sito, ha quindi permesso di valutare sia l’interesse scientifico sia lo stato di salute del fondo..

Trasloco a Quartino

Nel 2012, grazie ai primi finanziamenti, il fondo ha potuto essere trasferito in un locale commerciale a Quartino, ed essere così immagazzinato in condizioni idonee per un archivio audiovisivo. L’archivio di Quartino non soffre di umidità e ha il vantaggio di avere variazioni di temperatura minime. Durante il trasloco i supporti sono stati radunati secondo la loro natura, il loro stato e il loro numero d’archivio.

Il secondo inventario

Il secondo inventario si è svolto nel nuovo locale di Quartino nel corso dell’estate 2012. Gabriele Boni ha realizzato questo lavoro. Seguendo la medesima metodologia sviluppata durante il primo inventario, Gabriele ha inventariato circa 5000 cassette video di tutti i tipi, Beta, U-Matic, VHS e altri supporti. Grazie a questo lavoro, la FER dispone dell’inventario esaustivo dei 7000 supporti che compongono il suo archivio e può accedere ai documenti in modo relativamente comodo.

Isolamento dei supporti contaminati

L’ultima operazione realizzata per il momento sull’archivio della FER è stato l’isolamento di tutti i supporti contaminati dalla muffa o dalla sindrome dell’aceto. Grazie all’inventario, questi supporti sono stati identificati, radunati e spostati di nuovo nella proprietà Regusci nel fine di preservare l’archivio sano di Quartino.

Salvaguardia dei contenuti audiovisivi

Ormai l’archivio pellicola è relativamente stabile nei suoi locali di Quartino. Tuttavia, abbiamo questi ultimi anno costatato un’accelerazione nel processo di deterioramento delle nostre cassette. Siccome è il tipo di supporto più comune nel nostro archivio, abbiamo cambiato strategia e messo ormai la priorità sulla salvaguardia del nostro fondo di videocassette.

Visto la massa di supporti da digitalizzare, ovvero 3793 cassette, il progetto verrà realizzato a tappe, il primo progetto dovrebbe partire a fine 2017 con un primo pacchetto di 500 cassette.

7000
Supporti video
2000
Film 16 e 35 mm
5000
Cassette
107
Nastri MAZ 1

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